Cattedrale di San Pietro – Cesarea Marittima – ISRAELE

La densità dei significati e delle valenze archeologiche, storico-architettoniche e bibliche, fanno della “cittadella” di Cesarea un luogo con cui ci si deve confrontare delicatamente e con prudenza. Un progetto di conservazione attuale valorizza le funzioni proprie dell’archeologia armonizzando l’obbiettivo liturgico, contribuendo ad incrementare una risorsa preziosa come la ricchezza culturale del luogo.

Si propone una “strategia” innovativa che vuole ricomporre e sottolineare la dimensione “stratigrafica” degli eventi storici, culturali e religiosi, con le esigenze legate alle funzioni liturgiche.

Un intervento che cerca di dare nuovo significato alla fruizione dei materiali archeologici, riscrivendo spazi liturgici tradizionali sopra gli spazi culturali stessi, mirando in tal modo al coinvolgimento emozionale, ancorché culturale, del fedele.

Il progetto di valorizzazione del sito ed il recupero all’uso liturgico della Cattedrale di San Pietro, è estremamente complesso e moderno, poiché oltre alle normali problematiche consuete del fare architettonico, ha l’arduo compito di confrontarsi e dialogare con delle preesistenze archeologiche. Questa difficoltà si traduce in un ulteriore stimolo per una progettazione, che nel rispetto della memoria, in punta di piedi, salvaguardi i reperti facendo nel contempo gustare la sontuosità che un tempo doveva essere propria della Cattedrale di San Pietro.

Diversi sono gli ambiti interessati entro i quali ci si deve muovere al fine di poter capire meglio i significati simbolici e spirituali celati in questi luoghi. Proprio per questo motivo si è resa necessaria la collaborazione di esperti di alto livello intellettuale e tecnico, già da me consultati per questa prima fase progettuale e che si auspica possano accompagnarci, riuniti in un Comitato Scientifico, nello sviluppare il progetto di valorizzazione del sito, analizzando priorità, emergenze artistiche, strutturali e religiose.

Gli studi preliminari hanno reso necessaria una ricerca approfondita sia a livello fotografico che storico bibliografico che hanno portato alla luce diverse pubblicazioni su Cesarea d’epoca romana e paleocristiana e sulla fortificazione della cittadella crociata, redatte da archeologi americani ed israeliani.

Si stanno rivelando molto utili alcune fotografie storiche ed immagini aeree, che siamo riusciti a reperire creando un contatto con fotografi internazionali ed alcuni testi che trattano in maniera approfondita le chiese crociate di Gerusalemme. Tale materiale si è rivelato fondamentale per riuscire a cogliere a pieno l’importanza del sito archeologico oggetto di studio.

Il progetto di valorizzazione e di recupero liturgico, parte dall’analisi di tutti gli antefatti  che hanno riguardato Cesarea Marittima e la sua Cattedrale di San Pietro.

Analizzando e ricostruendo idealmente l’edificio, anche in relazione alle tipologie di cattedrali tipiche di quell’epoca, ci si è posti l’obbiettivo di non incappare nella ricostruzione di un falso storico, ma di salvaguardare la memoria e la purezza dell’intervento.

Lo studio del sito archeologico è stato subordinato ad una propedeutica ed accurata attività scientifica di scavo stratigrafico che, oltre a restituire alla città pagine inedite della sua storia, ha consentito di impostare l’idoneo percorso di visita dell’area stessa, con le risultanze che sono emerse e di progettare conseguentemente il previsto recupero della Cattedrale.

Un approccio scientifico approfondito, che consenta di caratterizzare le tipologie dei materiali e delle tecniche costruttive utilizzate, è stato necessario per stabilire un percorso d’intervento atto alla salvaguardia delle preesistenze senza minare l’integrità della memoria storica. Sulla scorta di queste

conoscenze è quindi possibile progettare un intervento rispettoso dei materiali costitutivi e delle tecniche esecutive originarie, volto al recupero, alla conservazione ed alla valorizzazione della storia e del “tempo vita” di un patrimonio culturale che connota ed identifica un luogo, una tradizione, una cultura.

La stesura del progetto architettonico che andrà a coinvolgere quel che resta dell’edificio della Cattedrale di San Pietro, rappresenta un compito arduo, non solo dal punto di vista delle conoscenze dei singoli professionisti coinvolti, ma soprattutto dalla delicatezza dei reperti archeologici che non permettono di essere manipolati, ma richiedono estrema attenzione per la loro tutela.

La salvaguardia dell’originale, quale obbiettivo primario, unita al desiderio di lasciar trasparire la maestosità della chiesa crociata, che nella Cattedrale di San Pietro si cela dietro ad ogni frammento archeologico, ci ha spinto verso un progetto che prevede la realizzazione di una grande copertura a forma di vele bianche soprastante i resti dell’antica Chiesa crociata del 1200. Il significato simbolico dell’intera struttura riconduce alle vele spiegate del “Pescatore“ e di San Paolo, che proprio da lì, dal porto di Cesarea, partì solcando i mari per il proprio apostolato.

Questa scelta progettuale permette di non realizzare falsi storici riedificando la Chiesa del ‘200, ma di valorizzare i resti della Chiesa crociata racchiusi, esaltati e sapientemente illuminati all’interno di questa struttura “gotica moderna”.

 Le enormi vele di cemento a faccia-vista sono autoreggenti e a diretto contatto con le schermature laterali. Il bianco cangiante delle superfici esterne della Chiesa è ottenuto grazie ad un nuovo tipo di cemento autopulente, che garantisce l’inalterazione del colore delle superfici attraverso il tempo.

 I tamponamenti laterali sono realizzati mediante una struttura metallica che faccia da isolante termico e che, con il simbolo delle croci potenziate in metallo trattato sapientemente, evochi la spiritualità dei luoghi.

 Il progetto propone pertanto una soluzione “leggera” che, al contempo, permetta l’uso liturgico dell’abside maggiore e risolva il rapporto con la quota delle navate: un assito ligneo arieggiato tenuto a 40 cm di distanza dalle pareti dell’abside, steso comunque alla quota di rasatura dell’absidiola A.

Le dimensioni della Cattedrale saranno circa di 30 metri di lunghezza per 25 di larghezza.

L’aula liturgica, è stata pensata per contenere circa 300 posti a sedere, nella prima fase si è pensato di collocare le sedute solo nella navata centrale ottenendo 100 posti, che orientativamente corrispondono a due pullman di pellegrini, lasciando libere le navate laterali.

Inoltre sono stati distribuiti altri 20 posti nella Cappella per l’Adorazione del Santissimo ubicata nell’abside a destra del presbiterio.

 L’aula liturgica misurerà 25 metri in larghezza e 15 metri in lunghezza, per un totale di circa 375 metri quadrati. Internamente gli spazi saranno così suddivisi: la zona del presbiterio di circa 58 metri quadrati, la Cappella per l’Adorazione del Santissimo avrà una superficie di circa 51 metri quadrati ed infine una cappella laterale di circa 48 metri quadrati.