Edificio Gotico – Cesarea Marittima – ISRAELE

Il progetto di valorizzazione e di conversione all’uso liturgico, propone una “strategia” innovativa che vuole ricomporre e sottolineare la dimensione “stratigrafica” degli eventi storici, culturali e religiosi e di tutti gli antefatti che hanno riguardato Cesarea Marittima armonizzandosi con le esigenze legate alle funzioni liturgiche.

Lo studio progettuale è partito quindi da un’attenta analisi storica ed archeologica che ha dettato le linee guida perseguite.

Lo studio storico-visivo ha permesso di ipotizzare che l’edificio in oggetto sia coevo alle fortificazioni costruite da Luigi IX, re di Francia, il quale si recò in Terra Santa durante le Crociate del XIII secolo e rappresentano un esempio di architettura militare gotico-europea. 

Un approccio scientifico approfondito e la ricostruzione filologica dell’edificio, hanno consentito di caratterizzare le tipologie dei materiali e le tecniche costruttive utilizzate, tipiche di quell’epoca ed hanno permesso di stabilire un percorso d’intervento atto alla salvaguardia delle preesistenze senza minare l’integrità della memoria storica.

Sulla scorta delle conoscenze acquisite è stato quindi possibile pensare ad un intervento rispettoso dei materiali costitutivi e delle tecniche esecutive originarie, volto al recupero, alla conservazione ed alla valorizzazione della storia e del “tempo vita” di un patrimonio culturale che connota ed identifica un luogo, una tradizione e una cultura, pur permettendo di leggere i segni distintivi del progetto.

La presenza nel lato nord dell’edificio delle estremità di due archi a sesto acuto, ha indotto a collocare il piano di spicco originario ad una quota di circa due metri inferiore rispetto a quella odierna. Tali elementi architettonici sono riscontrabili in manufatti coevi, per esempio all’entrata della Cittadella, per tanto è possibile dedurre che costituissero l’ingresso dell’edificio. 

Alla luce di questa considerazione, in fase progettuale è stato previsto uno sbancamento, tale da riportarsi alla quota originale e poter così ricostruire le due entrate autentiche.

 Altri elementi che caratterizzano il fabbricato e che si sono voluti riportare all’antico splendore, sono i costoloni che si possono ancora riconoscere addossati alla muratura. Questi elementi, tipici dell’architettura gotica costituiscono la struttura di una volta a crociera di cui ne suddividono la superficie, convogliando le spinte ai pilastri di sostegno.

 Inoltre in tale muratura verrà posta una finestra sormontata da un arco con una sola stretta apertura, detta monofora, forma architettonica tipica del periodo gotico. Questa apertura avrà anche scopo liturgico in quanto illuminerà la parete absidale.

 Infine la struttura muraria dell’edificio, si presenta attualmente realizzata mediante la tecnica costruttiva “a sacco”. Questo tipo di muratura usata largamente per la costruzione di edifici storici ed opere difensive, consta di due paramenti, muri, realizzati in pietra di arenaria,

materiale tipico del luogo. Queste due pareti, parallele e distanziate fra loro, hanno funzione di cassero di contenimento e finitura superficiale. Tra di esse è presente una miscela di ciottoli ed avanzi di lavorazione dei paramenti, legati da malta di cemento o di calce.

 Gli apparecchi murari esistenti verranno consolidati ed ultimati mediante l’utilizzo della medesima tecnica costruttiva, impiegando materiali aventi le stesse caratteristiche tipologiche e morfologiche.

 Il progetto prevede uno sbancamento di circa due metri  rispetto al livello attuale, riportando la Chiesa alla quota originaria. In tal modo le due entrate preesistenti a sesto acuto verranno ripristinate sul lato a nord, mentre un ulteriore ingresso verrà posto a ovest.

Questo lato è attualmente privo di un qualsiasi paramento murario e verrà tamponato mediante una struttura che faccia da isolante termico e che, con il simbolo delle croci potenziate in metallo trattato sapientemente, evochi la spiritualità dei luoghi.

Il muro non coevo verso est, sarà ricostruito in maniera simile rispetto alle altre murature. Essendo molto profondo, in esso si ricaverà, attraverso la creazione di una forma arcuata, il presbiterio, il quale sarà rialzato di alcuni gradini, rispetto alla navata principale e ospiterà l’altare, l’ambone e le sedute dei celebranti.

L’aula liturgica, è stata pensata per contenere più di 50 posti a sedere, che orientativamente corrispondono a un pullman di pellegrini.

 Lo studio dello spazio esterno, anch’esso ribassato rispetto alla quota odierna, ha permesso di ricavare una gradonata ad anfiteatro che conduce verso l’entrata posta a nord della Chiesa e che idealmente la continua fronteggiando l’altare. Questo spazio aperto prosegue idealmente la Chiesa, consentendo ai fedeli di assistere alle celebrazioni.

Il progetto si configura come un intervento che cerca di dare nuovo significato alla fruizione dei materiali archeologici, riscrivendo spazi liturgici tradizionali sopra gli spazi culturali stessi, mirando in tal modo al coinvolgimento emozionale, ancorché culturale, del fedele.